C’è un momento preciso, quando sperimento un nuovo setup, in cui il silenzio smette di essere vuoto e inizia a vibrare di possibilità.
Non ho mai avuto paura di sperimentare. Forse perché, dentro di me, la curiosità è sempre stata un motore più potente del timore di sbagliare. Guardando indietro, vedo una scia di strumenti che si intrecciano: il calore primordiale delle congas e del cajón, la struttura della batteria, la melodia sospesa della marimba e dell’handpan, fino alle frontiere infinite delle percussioni elettroniche.
Ogni strumento che ho incontrato non è stato solo un oggetto da suonare, ma un incontro che mi ha lasciato qualcosa addosso. Un modo diverso di respirare, un nuovo colore per la mia tavolozza.
Il Dialogo tra Mondi
Ricordo ancora le prime volte in cui provavo a unire mondi apparentemente lontani. Cercavo di far parlare il legno con i circuiti, il ritmo tribale con la precisione del digitale. All’inizio, lo ammetto, sembrava un azzardo, quasi una forzatura. Poi, col tempo, ho capito che non era una sfida: era un dialogo.
Un dialogo tra tempi diversi, tra culture distanti, tra emozioni che non sapevano ancora di poter convivere.
Per me, sperimentare è una ricerca sincera, a tratti faticosa, di un modo per dire la verità attraverso il suono. Significa non accontentarsi mai della prima idea che arriva, quella più comoda. Significa “sporcarsi le mani”, provare, fallire e ricominciare da capo.
La Libertà nel Suono
C’è una bellezza strana nel “perdere tempo” dietro a un setup, nel passare ore a spostare un microfono o a calibrare un trigger, finché non senti che quel suono ti appartiene davvero. È in quel corpo a corpo con lo strumento che scopri la tua voce. È lì che impari che dietro ogni errore si nasconde, quasi sempre, una possibilità nuova che non avevi considerato.
Nel corso degli anni ho imparato che la vera libertà non è scegliere una sola direzione e percorrerla fino alla fine. La vera libertà è poterle attraversare tutte. Ogni suono è un linguaggio; più lingue impari a parlare, più persone riesci a toccare, più cuori riesci a raggiungere.
Sperimentare, in fondo, significa fidarsi del proprio istinto, anche quando la meta non è chiara e la strada sembra perdersi nella nebbia. Perché la musica, esattamente come la vita, non premia chi sceglie di restare fermo al sicuro, ma chi ha il coraggio di esplorare, di rischiare, di andare a vedere cosa c’è oltre l’ultimo orizzonte conosciuto.
Questo viaggio è iniziato molto tempo fa, ma ogni volta che suono un nuovo strumento o accendo un synth, sento che la scoperta è appena cominciata.
